(Avanzato) Una migrazione silenziosa: perché gli italiani scelgono la Spagna
C’è un fenomeno silenzioso che sta iniziando a diventare sempre più evidente a chi si occupa di politiche lavorative ovvero la migrazione costante e continua degli italiani verso la vicina Spagna. Perché ciò avviene e come mai gli italiani preferiscono la Spagna?
Partire senza fare rumore
Non è una fuga drammatica. Non ci sono valigie di cartone legate con lo spago, né addii strazianti sul molo. È qualcosa di più discreto, più moderno: un biglietto aereo, un appartamento trovato su internet, un contratto firmato via email. Gli italiani che scelgono la Spagna partono in silenzio, quasi senza che il Paese se ne accorga. Ed è proprio per questo che alcuni ricercatori e giornalisti hanno iniziato a chiamarlo così: una migrazione silenziosa.
I numeri, però, parlano chiaro. In venticinque anni, la comunità italiana in Spagna è passata da poche decine di migliaia a oltre 325.000 residenti stabili. E chi parte tende a restare: il tasso di ritorno verso l'Italia è tra i più bassi di qualsiasi destinazione europea.
Chi sono e cosa cercano
A partire non sono più, o non sono solo, lavoratori in cerca di un impiego qualunque. Il profilo di chi emigra è cambiato. Si tratta sempre più spesso di giovani qualificati: ingegneri, medici, sviluppatori, ricercatori. Persone che l'Italia ha formato e che decidono, a un certo punto, che altrove le loro competenze valgono di più non solo in termini economici, ma anche in termini di riconoscimento, di prospettive, di qualità della vita lavorativa.
Dietro la scelta c'è quasi sempre una combinazione di fattori: contratti precari, stipendi fermi da anni, una sensazione diffusa che il merito non venga premiato. Non una crisi improvvisa, ma un'erosione lenta della fiducia nel sistema. Finché, per molti, la bilancia si sposta definitivamente.
Perché proprio la Spagna
La Spagna non è una meta casuale. È un Paese vicino all'Italia per lingua, cultura, clima e ritmo di vita, il che abbassa notevolmente la soglia psicologica della partenza. Ma quello che davvero la rende attrattiva è la direzione verso cui sta andando.
Negli ultimi anni la Spagna ha registrato una crescita economica tra le più solide dell'Eurozona, mentre l'Italia arranca da tempo. Il mercato del lavoro è più dinamico, le politiche di welfare più favorevoli per le famiglie e le opportunità nel settore tecnologico in costante espansione. A questo si aggiunge una scelta politica precisa: il governo spagnolo ha introdotto visti dedicati ai lavoratori da remoto, trasformando città come Barcellona, Madrid e Valencia in mete sempre più attrattive per i professionisti internazionali.
Non è un caso che Barcellona ospiti già una delle comunità italiane più numerose e visibili d'Europa. C'è chi è arrivato per l'Erasmus e non è più tornato, ad esempio, chi ha seguito un partner, una proposta di lavoro, un'intuizione o chi, semplicemente, cercava un posto dove sentirsi meno in stallo.
Il costo che l'Italia non calcola
Mentre la Spagna guadagna capitale umano, l'Italia lo perde. E il problema non è solo numerico: è generazionale visto che, negli ultimi quindici anni, centinaia di migliaia di giovani tra i venticinque e i trentaquattro anni hanno lasciato il Paese. Il dato che più dà da pensare è che la metà fosse laureata: quindi lo Stato aveva investito nella loro formazione con la scuola, l’università e spesso anche con dottorati di ricerca. Poi sono partiti e quel valore è andato ad alimentare le economie straniere. Un rapporto del CNEL stima questa perdita in oltre 134 miliardi di euro in tredici anni.
È una cifra che fa riflettere, ma forse ancora di più fa riflettere il paradosso che rappresenta: l'Italia continua a produrre talenti senza trattenerli.
Tornare, ma a quale prezzo
Esistono iniziative che cercano di invertire questa tendenza. Alcune startup si sono messe al lavoro per costruire un ponte tra chi è partito e un'Italia che, forse, sta cambiando. Il governo offre incentivi fiscali per chi rientra, ma gli stipendi medi restano significativamente più bassi rispetto agli standard europei e per molti di coloro che si sono costruiti una vita altrove, tornare significa rinunciare a qualcosa di concreto.
La migrazione silenziosa continua. Non perché gli italiani non amino l'Italia, quasi tutti dicono di amarla, ma perché amare un Paese non basta, se quel Paese non riesce a offrirti un futuro all'altezza di quello che sei diventato o desideri diventare.
📝 Vocabolario
- Il che: espressione usata per riferirsi a una situazione o a un fatto appena menzionato e introdurre una conseguenza, una spiegazione o un commento.
- Arranca: procede con difficoltà, lentamente o con scarso successo.
- In stallo: bloccato, senza progressi o sviluppi significativi.
- CNEL: Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Organo consultivo della Repubblica italiana che fornisce pareri e proposte in materia economica e sociale.