(Intermedio) Il Pedocìn: il muro della spiaggia di Trieste che divide uomini e donne
Una spiaggia che esiste dal 1903, ma che è arrivata sulle cronache attuali per una particolarità che la distingue da quelle presenti in tutta Europa: è l’unica, infatti, che divide donne e uomini con un muro altissimo. Scopriamo insieme la storia del Pedocìn.
Uno stabilimento balneare diverso da tutti gli altri
A Trieste c'è una spiaggia che non si trova in nessun'altra città d'Europa. Si chiama ufficialmente "Alla Lanterna", ma tutti i triestini la conoscono come "Pedocìn", una parola del dialetto locale che significa letteralmente "piccolo pidocchio". Il nome nasce probabilmente in modo scherzoso, per la grande quantità di persone che si ammassava su quel piccolo tratto di spiaggia, proprio come tanti "pidocchi" ammucchiati uno vicino all'altro.
Il biglietto d'ingresso costa solo un euro e venti centesimi, più o meno come un biglietto dell'autobus. La particolarità di questo stabilimento, però, non è il prezzo anche se di questi tempi potrebbe tranquillamente suscitare stupore: è un muro che divide la spiaggia in due parti. Da un lato ci sono gli uomini, dall'altro le donne e i bambini fino a dodici anni. Il muro è alto tre metri e arriva fino in acqua, oltre il bagnasciuga. L'unico momento in cui le famiglie e le coppie possono incontrarsi è in mare, vicino alle boe che segnano la fine del muro.
Una tradizione che viene da lontano
La storia del Pedocìn è molto antica. Lo stabilimento è nato nel 1903, durante il periodo dell'Impero Austro-Ungarico, quando era normale dividere le spiagge tra uomini e donne per motivi di decoro. All'inizio la separazione era fatta con uno steccato di legno, poi sostituito da un muro di mattoni. Una curiosità interessante: nel 1959 il muro è stato demolito, ma sono stati gli stessi triestini a chiedere di ricostruirlo, qualche metro più in là, per rendere più grande la zona delle donne. Oggi il Pedocìn è considerato un simbolo della città, parte della sua identità e della sua storia.
La lite che ha acceso il dibattito
Sabato 20 giugno 2026, però, è successo un episodio che ha riportato l'attenzione su questa tradizione. Una coppia di turisti milanesi è entrata nello stabilimento e si è seduta nella zona riservata agli uomini. In quella zona si trovava anche una bagnante triestina di cinquant'anni, che insieme al marito stava aiutando il figlio con disabilità: una delle poche eccezioni previste dal regolamento. La donna ha fatto notare alla turista che il regolamento non ammette deroghe: gli uomini da una parte, le donne dall'altra. La risposta della turista è stata molto dura: parole come "usanza assurda e medievale", "vergognatevi", "una cosa sessista", "buzzurri" hanno attirato l'attenzione di tutta la spiaggia. La discussione è diventata sempre più accesa, fino a momenti di tensione fisica e si è conclusa con l'intervento del personale dello stabilimento. La coppia ha lasciato il Pedocìn e ha chiesto indietro i soldi del biglietto.
Due punti di vista opposti
Sui social network la notizia si è diffusa molto velocemente, ma quasi nessuno si è schierato con i turisti. Per molti triestini, infatti, il Pedocìn non rappresenta una discriminazione, ma piuttosto uno spazio di libertà. Sono soprattutto le donne, e non gli uomini, a difendere questa separazione: per loro è un luogo dove sentirsi a proprio agio, senza sguardi indiscreti, dove è anche possibile prendere il sole senza il costume. Anche il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, è intervenuto sui social dopo la polemica, dicendo che la storia e le caratteristiche della sua città non si discutono. Naturalmente, c'è anche chi pensa il contrario: per alcuni turisti e alcuni osservatori, dividere uomini e donne in spiaggia è un'abitudine fuori dal tempo, difficile da capire in una società che parla sempre di parità e di inclusione.
Un simbolo che resiste al tempo
Il Pedocìn continua quindi a essere un luogo speciale, capace di dividere le opinioni proprio come il suo famoso muro divide la spiaggia. Per i visitatori che non conoscono questa tradizione, può sembrare strano o difficile da accettare. Per i triestini, invece, è un pezzo importante della loro storia e della loro identità, una particolarità che racconta molto del carattere di questa città di confine.
📝 Vocabolario
- Ammucchiati: messi insieme in modo disordinato o molto vicini tra loro.
- Bagnasciuga: la parte della spiaggia dove l’acqua del mare arriva e si ritira.
- Boe: oggetti galleggianti che segnalano punti o zone in mare.
- Decoro: condizione di ordine, pulizia e rispetto delle regole e dell’ambiente.
- Bagnante: persona che si trova al mare, al lago o in piscina per fare il bagno o prendere il sole.
- Deroghe: eccezioni concesse rispetto a una regola o a una norma.
- Buzzurri: persone considerate rozze, maleducate o prive di buone maniere.